Medeira: la prima e l’ultima
Appunti di viaggio

​Immaginiamo per un attimo che le colonne d’Ercole esistano per davvero.
Immaginato?
Bene!

A reggere Madeira sarebbe l’ultima di esse. Usciti dallo stretto di Gibilterra ci sono quasi 2 giorni di navigazione per arrivarci.
Adesso immaginiamo solo per un istante che non sia stato Colombo a scoprire l’America ma, al contrario, dei nativi americani siano partiti per un viaggio alla scoperta di nuovi mondi verso l’Europa. Un tale di nome “Colombo che viene in pace” si sarebbe fatto finanziare dalla regina dei Maya partendo dall’America imbattendosi in terre sconosciute. La prima terra che avrebbe incontrato sarebbe stata Madeira.
​Ecco cosa è Madeira: la prima è l’ultima.
​Avamposto di una Europa antica come le colonne d’Ercole, culla di millenarie e variegate culture che banchieri benpensanti mai riusciranno a fondere in un crogiolo che a chiamarlo Unione ci vuole fantasia.
Crocevia per chi parte e per chi arriva.
Ultima o prima tappa di un viaggio lunghissimo.
Punto di ristoro obbligatorio dopo lunghi giorni di navigazione o alla partenza.
​In questo luogo è difficile sentirsi turisti piuttosto ci si considera solo viaggiatori, e i suoi abitanti sembrano acettare questa condizione come loro ineluttabile destino, sembrano sapere che il vento freddo e sferzante dell’Atlantico è come se si divertisse a portare via tutto e tutti nello
stesso modo in cui li ha fatti arrivare qui.

Tutto e tutti compagni del medesimo destino.

Alta, sinuosa, declivi vitati che generano un paesaggio che il vento, sempre lui, sembra voler mutare senza riuscirci. Il vento che scava e modella i volti degli indigeni in secche rughe incrostate dalla salsedine.
Fieri, orgogliosi del loro più famoso concittadino: Cristiano Rinaldo, ma allo stesso tempo silenti e disincantati nel loro destino. Funchal è un comune dell’isola la cui struttura ricorda una capitale nord-europea per l’ordine e l’architettura.
È in una stradina secondaria che si incontra João. Il suo negozio di souvenir è posto in una vecchia chiesa sconsacrata dove lui trascorre le sue giornate annoiandosi tra magneti e tipici copricapo.
Il vero João, però, si svela quando dà la precedenza per entrare nel sottoscala del suo negozio, quasi un ipogeo per il suo odore di muffa e per la memoria storica che custodisce.
Una malcelata soddisfazione fa capolino tra le rughe del suo volto quando osserva lo stupore che si stampa su quello degli avventori. Quello che si ha di fronte ha dell’incredibile: migliaia di impolverate bottiglie di Madeira, un museo, e João ne è la guida. Il suono di bottiglie di due secoli fa. Annate 1898, 1891, 1887, 1901 sono esposte in bellavista su vecchi scaffali ammuffiti, si rimane senza parole e sbigottiti al pensiero che tali bottiglie possano ancora esistere.
Con la sua voce pacata, rassicurante, penetrante e il suo intercalare da gentleman, João parla dei vitigni: il Sercial e il Verdelho usati per il Madeira secco, mentre il Boal per un prodotto abboccato e la Malvasia per quello dolce.
I cenni storici, i racconti, gli aneddoti, come quello del “O viñho de volta”, un vino che fu imbarcato per esportarlo ma che, per un motivo non ben precisato, ritornò al mittente, “a volta” appunto, controllandolo ci si accorse che il viaggio in mare lo aveva migliorato, da allora qualche ardimentoso e visionario produttore cominciò a mandare i suoi barili in giro per il mondo, sulle navi, per “migliorarlo”.
Poi la degustazione ha inizio e i sentori di muffa lasciano la scena a profumi di miele, di frutta secca e di ossidazione, profumi che ci avrebbero fatto storcere il naso se li avessimo percepiti in una Falanghina o in un Fiano. In questo vino, invece, ci fanno pensare solo all’armonia di una terra estrema, aspra e selvaggia.
Un Crocevia è un punto dove alcune contaminazioni le incontri sempre e comunque. Qui si trova un’incredibile produzione di “Rum agricolo”. L’Unione Europea ha ordinato di denominare l’Aguardente, il tipico distillato di canna da zucchero, portata qui, probabilmente, da viaggiatori provenienti dall’altro lato dell’Oceano.
Quando João conduce le sue degustazioni lo fa lasciando nella memoria dei viaggiatori un po’ della tradizione e della cultura di Madeira, prima che il vento li porti via, lontano, pronti a seguire anch’essi il loro ineluttabile destino.

Davide Campaniello 

sommelier MSC crociere

cio.sommelier

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *