IL PIANTO DELLA VITE

​Il viaggio di oggi mi porta verso un luogo poco lontano dal mio paese natale.

Siamo sui Monti Lattari nella Penisola Sorrentina. Tra tornanti e curve risalgo il vallone lasciandomi Gragnano alle spalle, arrivando ad Aurano, tra  le mura di Casa Scola, un casolare risalente al  1300 immerso nella natura con splenditi vigneti che gli fanno da cornice, qui troviamo varietà come Jaculillo, Palombina, Aglianico, Olivella, Tintore, Castagnara, che sono in parte destinati alla produzione della DOC Gragnano.
Attualmente la coltivazione della vite del territorio è attuata nella maggior parte dei casi con il vecchio sistema della pergola a tralcio lungo.
​Mi lascio trascinare in questa splendida cornice osservando tutta la natura che mi circonda, è da questo punto che angoli e sfumature dai colori primaverili si rincorrono fino all’orizzonte per tuffarsi in mare.
Passeggiando in questo angolo di paradiso, mi rendo conto che la primavera è davvero iniziata, l’occhio inevitabilmente cade sui vigneti, mi soffermo ad osservare la loro evoluzione in questo particolare periodo dell’anno in cui tutto sembra fermo. Le viti, invece, sembrano essersi svegliate dal lungo letargo invernale, e mi torna in mente un particolare evento fondamentale, di cui oggi vi racconterò in breve qualcosa.

​Parliamo del Pianto della Vite, 

ma non saltiamo subito a conclusioni affrettate, cerchiamo di capire di cosa si tratta.
Innanzitutto non è un pianto di dolore, bensì lo considererei più un moto di rinascita, un saluto all’inverno che preannuncia una nuova annata produttiva.
La dimostrazione la otteniamo osservando da vicino il tralcio reciso in potatura e notiamo una vera e propria lacrima fuoriuscire da esso, questo liquido altro non è che una soluzione zuccherina. In questo periodo infatti, la pianta genera una forte pressione osmotica che fa fuoriuscire un fluido trasparente, detto in termini più semplici, accade che il terreno inizia a riscaldarsi e di conseguenza la linfa inizia a risalire su per la pianta.

Si dice quindi che la vite “piange” ma questo evento è semplicemente legato alla ripresa vegetativa che generalmente ha inizio circa un mese prima dell’apertura delle gemme.
​E’ così, attraverso una lacrima che la vite saluta l’inverno, un segno di commozione della natura che sancisce l’inizio della nuova stagione primaverile.

 

 

Giuseppe Cuomo

@cio.sommelier

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