Gola… Passione… Cibo!!

 

               …Non può comprender la passione chi non l’ha provata…

cit. Dante “Vita Nova”

Il viaggio di oggi ci porta in una terra lontana… terra di fuoco e di passione. Un paese latino americano dove la tradizione si mescola alla modernità. Siamo in “Tierra Argentina“, Terra d’Argento, come la battezzarono i primi conquistadores.

La storia che racconteremo è quella di un notevole professionista della brace ma soprattutto un grande compagno d’avventura.

Il suo nome è Claudio Enrique De Mita, pura sangre argentino, sorriso fantastico, sensuale accento spagnolo ed un inseparabile pizzetto bianco. Un uomo che ha fatto della sua passione un vero e proprio lavoro, affermandosi oggi come uno dei migliori “asaderi” presenti sul mercato.

 

Nato a Buenos Aires, si trasferisce con la famiglia in Italia verso la fine degli anni ’70 in seguito a tensioni insorte tra Cile ed Argentina. Si ritrova a 20 anni ad affrontare la vita in un mondo tutto nuovo, ma senza perdersi d’animo, inizia a girare l’Europa in cerca di lavoro stabilendosi per un periodo in Svizzera. Dopo una serie di avventure torna in Italia dove mette su famiglia e  decide di affinare la sua passione per la brace mettendola al servizio di alcuni amici.

Galeotto fu l’incontro con Emidio Trotta, re del banqueting e della ristorazione locale, con il quale inizia a far conoscere la sua arte, portando sulle più importanti ed onorevoli tavole la bontà del suo Asado servito con la famosa salsa chimichurri, la cui tradizionale ricetta è sapientemente tramandata di generazione in generazione. Grazie alla crescente richiesta dovuta alla succulente scia emanata dal suo piatto, il nostro Claudio inizia a girare per tutta l’Italia arrivando fino alle nobili ville di Montecarlo.

Ogni volta che sentiamo raccontare la sua storia non possiamo che incantarci davanti a tanta passione e testardaggine, una sfida dopo l’altra tutte vinte con la sola forza del proprio orgoglio e con la voglia di portare avanti e sempre con sé le proprie origini. Oggi grazie all’aiuto dei suoi splendidi figli Sebastian ed Ivan è riuscito nel suo intento.

Ma qual è il suo segreto? Ogni volta che glielo si chiede la sua risposta è semplice: L’attesa… ed è proprio questo atteggiamento serafico che ci porta ad ammirare ancora di più la sua arte, la pazienza con la quale riesce a dar vita ad un piatto succulento è per noi oggetto di stima e rispetto, infatti egli ritiene che la sua carne raggiunga l’apice solo dopo 5 ore di cottura a fuoco lento.
Di strada ne ha fatta tanta il nostro Asadero e tanta ne può fare ancora perché con tali presupposti non si può far altro che migliorare…

In spagnolo “Aspettare” si dice “Esperar” perché infondo aspettare è anche sperare!

 

Ed è così che vi salutiamo oggi aspettando il nostro gustoso assaggio di entrecote di manzo argentino con salsa chimichurri in compagnia di un buon Aglianico del Vulture D.O.C. “Re Manfredi 2011” e con le note di Vinicio Capossella “Ovunque Proteggi”  sperando in un armonica conclusione di questa splendida giornata in compagnia del nostro ospite!

 G. Caliulo/G.Cuomo

@cio.sommelier

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